Unleashed Dogs
recensione
(www.fromburntonow.it)

settembre 2009

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Black Roses - Unleashed Dogs - 2009

Max Gazzoni - voce
Andrea Lenzi - chitarra
Roberto Venturi - Basso
Francesco Paonessa - Batteria

Sono sincero, non conoscevo i Black Roses fino a questo Unleashed Dogs del 2009, nonostante questi musicisti non siano certo dei novizi all'hard rock.
Il leader chitarrista Max Gazzoni è nell'ambiente da una ventina d'anni per cui ha vissuto in prima persona il boom dell'HR e HM degli anni ottanta.
Ciò si sente molto bene in Unleashed Dogs, l'influenze della band vanno dalla famiglia Deep Purple ad un class metal anni ottanta.
L'apertura dell'album è affidata alla title track "Unleashed Dogs" che ha un riff roccioso di Andrea Lenzi e si tratta di una classica canzone hard rock ottantiana con ritornello dokkeniano.
I brani si alternano passando da sound Hard Rock più duro ad altri che strizzano l'occhio all' aor tanto di moda negli anni ottanta. La prima parte del disco ha un sound più aggressivo con riff e grandi solos di Lenzi poi come ho detto si rallenta per brani più melodici e lenti.
Bella la prestazione vocale di Gazzoni la cui voce risulta molto pulita sui toni più alti (anche se non si arriva a degli screaming veri e propri) per poi passare ad una voce più roca/calda nei passaggi più blueseggianti e lenti.
Direi comunque che la voce di Gazzoni risulta perfetta per il sound rock-blues a cui i Black Roses fanno riferimento. Nei brani più lenti la sua voce ricorda molto quella di un certo David Gilmour, soprattutto ne brano finale "So Far Away".
In conclusione Unleashed Dogs è un bel disco hard rock del 2009 prodotto molto bene e che non suona modernista, ciò forse non andrà incontro ai gusti dei ragazzi che ascoltano nu-metal (e ciò toglie una bella fetta di futuri acquirenti) ma è consigliato a tutti coloro che come noi di FromBurnToNow sono rimasti con la testa e le orecchie ai mitici anni ottanta.
Il disco è un nuovo punto di partenza (non mi riferisco alle vendite altrimenti la strada giusta sarebbe quella di Giusy Ferreri o ancora peggio degli Slipknot), per questa band italiana.
Adesso il song writing dovrà restare alto anzi innalzarsi ancora di più e occorrerebbe una visibilità live discreta. Io li avrei visti bene come opener degli Over the Rainbow, vabbè questa è solo una mia opinione!


VOTO 7+/10

Umberto "MetalBurn" Meoni